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Quali sono le caratteristiche del legno impregnato in autoclave

L'impregnazione in autoclave è un trattamento industriale che, grazie al vuoto pneumatico prima e all'alta pressione poi, “spinge” una soluzione impregnante di vari sali (tutti atossici, come rame e boro) in profondità nel legno, garantendone così una durata maggiore nel tempo quando questo venga utilizzato all'esterno.

Il legno che reagisce meglio a questo trattamento è il PINO, che va ad assorbire 3 volte di più la quantità di soluzione rispetto a quanta ne assorbirebbe per esempio il legno di abete.

Tutti i nostri prodotti impregnati in autoclave infatti sono in pino, dai pali ai semilavorati, dal garden fino alle pergole.

Questo trattamento ha numerosi vantaggi sulla durata del legno sottoposto agli agenti atmosferici, ma l’altra faccia della medaglia è che il legno di pino impregnato in autoclave presenta delle inevitabili macchie grigio verdi più o meno evidenti dovute ai sali protettivi che all'interno del macchinario si fissano con la resina, naturalmente presente nel legno di pino. Spesso queste macchie vengono scambiate per muffa ma in realtà laddove presenti la resistenza del legno è ancora maggiore.
Questo effetto a macchia testimonia quindi che il legno è protetto dall’azione di agenti atmosferici e muffe, anche se per alcuni potrebbe risultare antiestetico.

Le macchie quindi non sono un difetto, anzi!
Come detto queste sono dovute al trattamento in autoclave, l’unico che garantisce la durata nel tempo, e che normalmente viene eseguito in classe 3.
Su specifica richiesta e per grandi quantitativi può essere eseguita in classe 4 (resistenza ancora maggiore).

I prodotti in legno di pino impregnato vengono solitamente conservati all'esterno, per non sottoporli ad una eccessiva essicazione, che può creare movimenti e difetti nel legno stesso; per questo motivo i manufatti finali possono essere "umidi" quando arrivano a casa tua. Anche questo non è un problema per la durata all'esterno, basta semplicemente lasciarli asciugare in un posto riparato per 1 - 2 giorni, facendo attenzione a posarli in orizzontale per terra e NON appoggiati ad un muro o altro, per evitare che possano deformarsi durante l'asciugatura.

Per nascondere queste macchie e differenze di colore sui manufatti in legno di pino trattato autoclave fondamentalmente avete 2 soluzioni:

  • Non fare nulla! L’esposizione al sole fa ingrigire in tempi più o meno rapidi, in base al meteo, il legno di pino, rendendo il colore uniforme su un grigio-cenere mentre le macchioline si sgretoleranno polverizzandosi
  • Fin da subito verniciare a pennello con impregnante o vernice da esterno il vostro prodotto, possibilmente scegliendo dei colori scuri e particolarmente coprenti di modo da nascondere l’effetto muffa (noi comunque consigliamo sempre l'uso di impregnanti)

Altro aspetto da conoscere nel legno di pino impregnato è la fessurazione longitudinale, in particolare nei pali tondi utilizzati per palizzate, staccionate, steccati.
Questo perchè ad ogni palo tondo corrisponde una singola pianta, che presenterà quindi il “cuore” dell'albero (ovvero il centro) da cui dipartono degli inevitabili “nervosismi”.
Anche in questo caso è un fenomeno proprio del legno, soprattutto del pino, che però non pregiudica la stabilità e la tenuta del manufatto.


Le Classi di Rischio

I manufatti in legno esposti all'esterno sono continuamente sottoposti a molteplici fattori di degrado, tra cui gli agenti atmosferici, che impediscono al legno di gestire la sua umidità interna con la necessaria gradualità, i raggi ultravioletti, che distruggono le fibre superficiali del legno rendendole assorbenti e solubili, gli insetti xilofagi, i funghi e le muffe.

Una delle caratteristiche del legno è la sua notevole affinità molecolare con l’acqua: il materiale infatti tende ad uniformare il suo grado di umidità interno a quello dell’ambiente, assorbendo ed espellendo umidità a seconda delle diverse condizioni climatiche. Inoltre, l’umidità dell’ambiente è strettamente correlata agli agenti biologici distruttori del legname, per cui l’ambiente in cui si trova il legno diviene uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione.

A tal proposito, il CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione) ha individuato cinque classi di utilizzo, che si distinguono in base al tasso di umidità a cui è sottoposto il legno nelle sue diverse condizioni di impiego.

  • CLASSE DI RISCHIO 1: Il legno è riparato, protetto dagli agenti atmosferici e non esposto all’umidità.
  • CLASSE DI RISCHIO 2: Il legno è riparato e completamente protetto dagli agenti atmosferici, ma in questo caso un’elevata umidità ambientale potrebbe determinarne l’umidificazione occasionale (non persistente).
  • CLASSE DI RISCHIO 3: Il legno non è riparato e non si trova a contatto con il terreno. Si trova però continuamente esposto agli agenti atmosferici oppure, pur essendo protetto contro gli stessi, è soggetto ad un’umidificazione frequente.
  • CLASSE DI RISCHIO 4: Il legno si trova a contatto con il terreno o con acqua dolce ed è quindi permanentemente esposto all’umidificazione.
  • CLASSE DI RISCHIO 5: Il legno risulta permanentemente esposto all’acqua salata.

A seconda della classe di rischio a cui appartiene, il legno andrà quindi trattato con dei prodotti non nocivi per aumentarne la durata e preservarlo dai parassiti: una soluzione efficace è rappresentata dal metodo di impregnazione in autoclave.